domenica 5 gennaio 2014

VERO, VEROSIMILE E FALSO.


Io introdurrei il reato di “diffusione cazzate in rete”. Siamo pieni di pagine che solitamente partono con “i governi non vogliono che lo sappiate”, “i giornali e le tv hanno censurato questa notizia”, o cose del genere, e poi annunciano come vera una notizia falsa, infondata e insulsa.
Me ne sono occupato tempo fa sul mio blog: la bufala del senatore Cirenga, che avrebbe proposto e fatto approvare una legge che stanziava un fondo di 134 miliardi di euro per i parlamentari a fine carriera. La notizia è emblematica: la legge non esiste, 134 mld sono troppi anche da noi. Quella cifra rappresenta il PIL di nazioni come l'egitto, ad esempio. Che non sarà una superpotenza, ma che comunque si piazza abbastanza bene nella classifica mondiale. Infine, il senatore Cirenga manco esiste. Ma mezzo milione di utenti facebook hanno condiviso sul loro profilo questa notizia, e non contiamo i “mi piace” e i commenti indignati.
Il senatore Cirenga è un ottimo esempio. Ma ce ne sono molti altri: la foto del cane impiccato da due ragazzini che fa il giro del mondo da anni e che altro non è che un esercizio di photoshop neppure troppo ben fatto. La foto dei cristiani uccisi da i fondamentalisti islamici, che invece erano immigrati musulmani morti su un barcone della speranza. La bambina maltrattata dai genitori, che invece era caduta dal triciclo.
Il sito lercio.it pubblica quotidianamente notizie clamorosamente false che centinaia di migliaia di italiani prendono per vere e condividono in rete. Ad esempio, ha recentemente annunciato che un preside musulmano di Caserta aveva abolito le feste natalizie e costretto gli studenti ad andare a scuola il giorno di Natale. Ora, ma se un sito si chiama Lercio qualche dubbio non vi viene prima di condividere?
I ragazzi di Lercio (e di decine di altri siti simili) fanno bene il loro lavoro. Grazie ai tanti boccaloni il traffico sul sito è altissimo, e alla fine del mese questo si traduce in soldi grazie alla pubblicità.
Io di solito non riesco a trattenermi: quando trovo una notizia sospetta in rete, vado su google e faccio una verifica. Ci vuole un attimo per scoprire la verità e poi torno e segnalo all'autore della condivisione che ha condiviso una bufala. Alcuni (pochi) ringraziano e cestinano il post, altri in alcuni casi si offendono pure.
Mi sono spesso chiesto come mai succedano queste cose. Possibile che così tante persone siano disposte a credere a scie chimiche, alieni grigi, complotti internazionali, senza provare ad applicare un poco di buon senso.
Una risposta forse l'ho trovata. L'Italia è il paese al mondo in cui è più alto il tasso di analfabeti funzionali. Una volta che abbiamo un primato, purtroppo, lo abbiamo pessimo. Un analfabeta funzionale è una persona che sa leggere, ma non è in grado di capire quello che legge. A pensarci bene, è peggio essere analfabeti funzionali che semplici analfabeti. Un conto è non saper leggere ma saper leggere ma non riuscire ugualmente a capire quello che si legge è davvero penoso.
Il 47 % degli italiani è analfabeta funzionale. Praticamente la metà.
Poi succede che queste persone si comprano un pc, e vanno su facebook. E fanno danni. A pensarci bene, possono far danni anche senza avere il pc. Ad esempio, vanno a votare giudicando un partito dai colori dei manifesti, o un candidato dalla sua faccia e non dalle sue proposte.
“Governare gli italiani non è impossibile, è inutile” disse Giolitti. Forse aveva ragione? Curiosamene, questa frase se la cercate in rete è attribuita a Mussolini. Ma si sa, in rete si trovano tante informazioni false...


venerdì 27 dicembre 2013

UNA NOTTE DI NATALE...

Ora vi racconto una cosa che mi è successa ieri sera.
Stavo tornando a casa, verso le 21, sulla strada tra Vignole e Serravalle. Ad un certo punto un pioppo, bello grosso, ha deciso che era ora di farla finita ed è caduto sulla strada, pochi metri davanti a me.
Sono riuscito ad evitarlo, ma una ragazza che procedeva in senso contrario c'è finita contro. Ho accostato la mia auto e le ho dato una mano a disincastrarsi. Una volta liberata, ha fatto manovra e se ne è andata. Ho chiamato i soccorsi, e mi hanno detto che sarebbero arrivati subito. Mi hanno anche chiesto di segnalare in qualche modo il problema agli altri automobilisti, nel tempo che loro arrivavano. La strada è buia in quel punto ed era difficile, vista anche la pioggia, vedere il pioppo.
Sono rimasto in mezzo alla strada, sotto l'acqua, con un abbigliamento non consono all'occasione (un po' meno ed ero in pigiama) riuscendo a fare in modo che una decina di macchine evitassero l'albero.
Ad un certo punto un ragazzo è arrivato deciso che era il momento giusto per andare forte, se ne è fregato dei miei gesti, e si è infilato sopra il pioppo. Dall'altra parte, una ragazza, è riuscita a evitare l'albero ma non è riuscita ad evitare un tizio in motorino (che cavolo gli diceva il cervello, di uscire in motorino in una serata come quella di ieri sera, non lo so) che è finito per terra in mezzo ai rami. Insomma, un caos. Il ragazzo dell'auto è sceso e ha cominciato a imprecare contro il comune, perché una cosa che noi italiani sappiamo fare bene è prendercela con qualcuno, cercare un colpevole.
Alla fine per fortuna sono arrivati i vigili del fuoco e hanno liberato la strada. Me ne sono tornato a casa fradicio. Quello che mi ha colpito, in questa serataccia, è che nessuna delle persone che sono riuscito ad avvisare dell'ostacolo abbia pensato di fermarsi a darmi una mano. Hanno frenato, hanno fatto manovra e se ne sono ripartite.
 
Ora invece vi racconto una cosa che mi è successa tanti anni fa, 25 per essere precisi, proprio sulla stessa strada e sempre la notte di Natale. Sembra una strana coincidenza, e in effetti la è.
Eravamo un gruppo di amici ventenni o giù di lì. In Piazza al Lastrico, proprio alla fine della strada Provinciale su cui la notte di Natale appena passato ho avuto a che fare con l'albero caduto, finivamo la serata davanti al Bar Ivo, dove eravamo in “compagnia”, come si faceva allora prima che i telefoni cellulari rendessero superflui i luoghi di ritrovo fissi.
Era molto tardi e ci stavamo salutando prima di andare a casa. C'era una nebbia terribile, di quello che davvero potevi tagliare con il coltello. Uno di noi, Massimo, era in ferma di leva negli alpini, e il giorno dopo sarebbe dovuto rientrare in caserma. Era venuto in Vespa e abitava ad Arquata. Giunta l'ora di andare a casa, visto che la sua vespa era male in arnese, la nebbia e il freddo, gli consigliammo di lasciarla lì e venire a casa con noi, che eravamo in auto. Lui si oppose: la Vespa doveva riportarla a casa, lui il giorno dopo partiva e non poteva mica lasciarla lì fino a chissà quando.
Partii e tornai a casa. Il mattino dopo seppi che Massimo con la sua Vespa aveva percorso meno di un chilometro, prima di fare un frontale con un'auto. In caserma non ci sarebbe tornato mai più.
Ecco, ho sempre pensato che quella sera non avevo insistito abbastanza per convincerlo a venire in auto con me. Ho sempre pensato che quella sera non avevo fatto abbastanza.

venerdì 11 ottobre 2013

OLTRE LA BOSSI-FINI

Vorrei, per chi ha la pazienza di leggere, chiarire alcune cose sul reato di immigrazione clandestina.
La scorsa settimana, qui su facebook, ho detto chiaramente che occorre superare la legge Bossi-Fini.
Alcuni amici hanno provato a spiegarmi che in tutta Europa esiste questo reato, e che se lo eliminassimo l'Italia diventerebbe un territorio libero, permeabile a qualunque arrivo senza possibilità di controllo. Provo a spiegarmi meglio.
Solo in Italia esiste il reato PENALE di immigrazione clandestina. Nel resto dell'Europa – Francia, Inghilterra, Germania solo per citare i paesi più grandi – esiste il reato di immigrazione clandestina, ma non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale.
Che differenza fa? Provo a fare un esempio. Facciamo il caso che i carabineri, nel corso di un controllo, fermino uno straniero sul territorio italiano. Gli chiedono di esibire, tra gli altri documenti, il permesso di soggiorno. Il fermato non li ha, e viene portato in caserma. Lì lo straniero dichiara di chiamarsi, che so, Ayeye Brazorf (come nel film di Aldo Giavanni e Giacomo) e di non avere fissa dimora.
I Carabinieri debbono per forza della legge contestargli il reato di immigrazione clandestina e avviano l'iter giudiziario per fargli il processo. Intanto il sedicente Ayeye Brazorf viene rilasciato in attesa di processo. Dopo mesi o anni viene avviato il processo. A tutte le caserme italiane arriva l'ordine di cercare Ayeye Brazorf, e di accompagnarlo al processo. Ovvio che il tizio non si trova, ha dato generalià false e adesso chissà dove e col cavolo che si fa trovare. Cmq il processo va avanti, e gli viene fornito un avvocato d'ufficio, pagato dai cittadini italiani. Al processo si verifica l'assenza dell'imputato, e si aggiorna. E via così per anni, ad intasare i già incasinatissimi tribunali italiani.
La differenza tra reato civile e penale sta proprio in questi costi altissimi che devo affrontare lo stato, senza riuscire a incidere sul problema sostanziale.
Inoltre, se il Signor Ayeye Brazorf, in attesa di processo, decidesse di tornare al suo paese, alla forntiera sarebbe respinto in Italia perchè in attesa di processo.
Contemporaneamente, grazie alla legge Bossi-Fini, se un pescatore raccoglie un immigrato che sta annegando e lo porta a riva, incappa nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per contro, se lo lascia annegare, incappa nel reato di omissione di soccorso. Il pescatore, per star tranquillo, dovrebbe caricare l'immigrato e portarlo all'ospedale ad Addis Abeba.
Insomma, la Legge Bossi Fini è peggio della Legge Turco Napolitano che ha sostituito (e che prevedeva l'espulsione dell'immigrato), che a sua volta funzionò peggio delle precedente Legge Martelli?
Che fare oggi quindi? Secondo me, abolire immediatamente l'insulso reato penale, e tornare al reato civile, è la prima cosa da fare. Si passa da un processo a una multa: cambia poco per Ayeye Brazorf – che così come non va al processo, manco paga la multa – ma perlomeno non intasiamo i tribunali. Inoltre, bisogna facilitare i percorsi di integrazione reale. Deve essere più facile regolarizzarsi per chi trova lavoro (oggi in Italia un immigrato clandestino non può lavorare in regola in nessun modo, neppure se è un cardichirurgo e ha 10 azinede che lo vogliono assumere) e potenziare invece la repressione verso chi delinque. Ad esempio facendo accordi con i paesi d'origine per il rimpatrio immediato – e l'accompagnamento nelle locali galere – per chi spaccia o altro.

sabato 5 ottobre 2013

L'IGNOBILE GUERRA DEL LUTTO NAZIONALE

Leggo  su Facebook che alcuni amici non condividono il lutto nazionale che è stato dichiarato per i morti di Lampedusa. Perchè non è stato fatto per i morti della concordia, o per i tanti italiani che ogni giorno muoiono nel silenzio per incidenti sul lavoro? Va bene, va bene.
Un classico esempio di benaltrismo e dietrologia, misto ad una massiccia dose di popululismo, che fa sempre presa.
A me personalmente non fa grande effetto che sia stato dichiarato il lutto nazionale, e se non fosse stato fatto non sarei certo stato qui a lamentarmi. E' una ritualità che non mi appartiene.
In Italia, ha detto qualcuno, se ci nasci non hai il diritto di cittadinanza ma se ci muori dichiarano il lutto nazionale.
Provo però un po' di fastidio per chi mette sul piatto le nazionalità dei morti. Solo un po', non è che mi indigno, se il Sindaco di Gemonio che è un leghista duro e puro per protesta appallottola e getta via il tricolore dal suo comune, me ne faccio una ragione. 
Il naufragio di Lampedusa a me ricorda invece il disastro di Marcinelle. Per chi non se lo ricorda, c'è wikipedia. Nel 1956 oltre 250 minatori italiani morirono in una miniera in Belgio. Le motivazioni che spinsero allora quegli italiani sono molto simili alle motivazioni che oggi spingono queste popolazioni africane ad affrontare viaggi terribili e costi per loro enormi per cercare un futuro migliore in Europa.
Quanto tempo è passato da quel lontano disastro. Oggi siamo nell'era della globalizzazione, e le merci possono muoversi liberamente per tutto il pianeta. Le persone però no, loro devono viaggiare clandestinamente nel sottofondo di un camion o su una barca che sta affondando.
A 11 anni di distanza dalla legge Bossi-Fini che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina, possiamo provare a tracciare un bilancio? L'immigrazione clandestina non è diminuita, è solo diventata più pericolosa. Gli immigrati clandestini nel nostro paese non sono diminuiti, solo che oggi oltre a tutti i rischi che già c'erano, rischiano pure di finire in carcere. Con tutte le conseguenti spese che affrontiamo per organizzare processi in tribunali già intasatissimi, e carceri sovraffollate.
Gli immigrati che arrivano nel nostro paese raramente lo considerano una meta definitiva, ma solo una meta di passaggio in quella enorme portaerei nel mediterraneo che è la nostra penisola. Se dall'africa vuoi andare in Germania, in Belgio, ecc, difficile non passare per l'Italia.
Il problema che stiamo – male – affrontando non è un problema Italiano ma è un problema europeo. L'Italia non può essere lasciata solo ad affrontare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, dicono tutti. Ma nei fatti, è così.
I fatti ci dimostrano ampiamente che il modello di contrasto dell'immigrazione che abbiamo intrapreso non funziona neanche un po'.
Le motivazioni che stanno alla base di questi fenomeni migratori, così come quelli del passato, sono così semplici che le capiscono anche i bambini. Si scappa da un paese dove le condizioni sono meno buone verso un paese dove sono migliori. Hanno fatto così gli italiani verso prima il Sud e Nord America e poi verso Germania e Belgio, e lo fanno ora gli africani verso l'Europa.
Il flusso migratorio dall'Italia alla Germania si è ridotto drasticamente (ma ancora oggi è presente) quando le condizioni di vita dei due paesi si sono via via avvicinate. L'unica strada da percorre, per me, è quella dello sviluppo dei paesi africani. Fino a quando vivremo alle spalle dello loro enormi risorse agricole e minerarie, fino a quando fomenteremo guerre per vendere armi, fino a quando vorremo esportare lì le nostre merci (prendete ad esempio la campagna che fece la Nestlè contro l'allattamento al seno per vendere latte in polvere) non possiamo pensare di fermare le contraddizioni che stanno alla base di questi problemi.
Quello che dovremmo esportare in Africa è il nostro modello di democrazia, il nostro modello di stato sociale, il nostro modello di sviluppo economico e sociale. E quando dico “nostro” non intendo il farraginoso sistema Italiano, ma quello Europeo. Non sarà facile: i movimenti musulmani che stanno prendendo sempre più il controllo dei paesi del nord - africa non sono certo disposti a stendere tappeti rossi al nostro sistema di democrazia, al primato della politica sulle religione, alla parità di genere. Ma questo, io credo, è il lavoro enorme che ci aspetta.

domenica 29 settembre 2013

CORTIGIANI E CREDULONI

Non mi stupisce il fatto che Berlusconi metta ancora una volta i suoi interessi davanti a quelli del paese. Ha sempre fatto così e non smette certo adesso che la partita per lui si fa sempre più rischiosa. Non c'è nulla di strano nel trovare chi persegue spietatamente i propri interessi personali: il mondo è pieno di gente così.
Quello che mi stupisce è che il signorotto di Arcore trovi chi con il suo appoggio, con la sua obbedienza, gli permette ancora una volta di tenere sotto scacco l'intero paese. Oggi non saremmo in questa situazione, se le decine di deputati e senatori eletti nelle file del PDL avessero un minimo di coscienza e di rispetto per il loro paese, se avessero il coraggio di lasciare che Berlusconi vada al suo destino.
La colpa non è di Berlusconi, personaggio amorale e egocentrico, ma dell'infinito stuolo di cortigiani prezzolati che ha.
La colpa non è di Berlusconi, ma di quegli italiani che credono davvero che il governo cade sull'IVA.
Solo una commistione incredibile tra cortigiani ambigui e elettori creduloni ha permesso ad un personaggio come B. di tenere ancora una volta sotto ricatto il paese intero per i suoi interessi personali.
Quando tra 50 anni gli studenti affronteranno questo pezzo di storia del nostro paese come ci giudicheranno? Come giudicheranno gli abitanti di questa Italia che non è capace, con una grande risata liberatoria, di chiudere oggi questo triste capitolo?

giovedì 26 settembre 2013

ORGONITE E ALTRE FROTTOLE

Il Mondo è pervaso di energia blu. Questa energia può essere positiva o negativa: la prima ci fa bene, la seconda male.  Questa energia viene chiamata orgone ed è tutto intorno a noi. Fu scoperta dallo psichiatra e psicoanalista Wilhelm Reich (1897-1957), l’unico che vedeva questa energia blu e  che dedico tutta la sua vita alla ricerca su questa energia misteriosa, e dopo lunghe ricerche concluse di essere figlio di extraterrestri. Nella sua vita Reich condusse lunghi esperimenti sull’orgone e inventò una materiale, l’orgonite, che aveva la capacità di attirare l’orgone. Questo materiale era – ed è – costituito da strati di materiale organico e inorganico. Ad esempio, se mettete una fetta di salame tra due sassi, avete fatto l’orgonite.
Gli esperimenti di Reich venivano solo a  lui: del resto, lui era figlio delle stelle.  La teoria dell’Orgone non ha nessuna base scientifica. Ciononostante, in rete potete comprarvi una bella piramide di orgonite arancione e liberarvi di tutte le energie negative causate da radiazioni elettromagnetiche, scie chimiche, vicini invidiosi e quant’altro per poche decine di euro. La piramide benefica attrarrà le energie negative nel raggio di 700-800 metri da lei e le trasformerà in benefiche radiazioni positive che vi faranno stare bene, miglioreranno la vostra energia sessuale e renderanno i vostri vicini ancora più invidiosi. 
Tra l’altro, questo oggetto riunisce il potere della farlocca teoria dell’orgone, con il potere della piramide (altra farlocchissma teoria secondo la quale le piramidi concentrano al loro interno l’energia e sono in grado di affilare i coltelli che vi mettete all’interno) con la teoria della cromoterapia secondo cui ci possiamo curare qualunque malattia semplicemente guardando cose del colore giusto.
Un giro sui social network ci fa capire subito di che pasta siamo fatti: disposti a credere qualunque roba, anche la più incredibile. Anzi, più è incredibile e meglio è. Così, milioni di persone sono convinte che una qualche potentissima organizzazione segreta usi aerei per diffondere le pericolosissime scie chimiche (e il governo non fa nulla!) 
Il governo italiano negli ultimi 10 anni ha dovuto rispondere a ben 14 interrogazioni parlamentari (l’ultima del formidabile Scilipoti) sul tema delle scie chimiche. 
Chi crede alle scie chimiche, solitamente crede anche che l’autismo sia diffuso dai vaccini. Anche qui, una potentissima società segreta si divertirebbe a rendere autistiche le persone. 
Non dimentichiamoci poi dell’omeopatia, una scienza farmacologica di cui è stato dimostrato senza ombra di dubbio che non serve a nulla. Ma tant’è, il settore vende tantissimo e milioni di persone si curano con soluzioni di acqua e zucchero.


Che dire poi del potere dei cristalli, della radioestesia con il pendolino, dei tarocchi, dell’aroma terapia, delle sedute spiritiche e dei vari Padrepio che fanno miracoli ad ogni passo?
Curiosamente, più la scienza progredisce, più precipitiamo nei secoli bui. Grande colpa la ha (come sempre) la scuola, incapace di diffondere una vera cultura – e curiosità – scientifica, predisponendo  le future generazioni a credere a qualunque frottola. 
Come se non bastassero quelli disposti a credere all’orgone, e a comprarsi l’orgonite, ci sono poi i maniaci del complotto. Sulla luna non siamo mai andati, Elvis è vivo (e sta con Jim Morriso, janis Joplin, Jimi Hendrix e Michael Jackson), le torri gemelle le hanno buttate giù gli americani per far posto, ecc ecc. 
L’ultimo fantastico complotto riguarda la Costa Concordia. Misteriose coincidenze fanno capire che la nave sia stata fatta rovesciare di proposito  per oscuri motivi di finanza internazionale. Ma di questo parleremo nel prossimo post. 

PS: a tutti quelli che leggendo questo post si arrabbieranno: lo ammetto, mi pagano per fare disinformazione. In realtà, sono un pilota di aerei che diffondono scie chimiche, sull'aereo al posto del radar ho il pendolino, il mio copilota è Elvis, e vengo pagato lautamente da una misteriosa società segreta potentissima. 

martedì 23 luglio 2013

RECENSIONE INFERNO DAN BROWN

Il vero mistero del libro dell'ultimo libro di Dan Brown: che fine ha fatto Topolino? 
Attenzione: se non avete letto il libro, e non volete sapere come va a finire, non leggete questo pezzo.
Ho appena terminato la lettura dell'ultimo successo editoriale di Dan Brown, Inferno. La costruzione del racconto mi ha lasciato molto perplesso. Navigando in rete ho trovato parecchie recensioni ma nessuna che abbia colto alcune incongruenze che secondo me ci sono nello svolgimento della trama, e quindi ho deciso di parlarne nel mio blog.
Per spiegarmi, devo per forza di cosa raccontarvi brevemente cosa succede nella storia e come va a finire: per questo l'avvertimento all'inizio dell'articolo.
Il “cattivo” del racconto (ma alla fine scopriremo che non era poi così cattivo) è Bertrand Zobrist, un brillante scienziato che ritiene che l'umanità sia condannata ad estinguersi a causa del sovraffollamento e che quindi decide di eliminare gran parte del genere umano attraverso un virus da lui inventato.
Lo scienziato rivela la sua intenzione all'Organizzazione mondiale della sanità, che ovviamente non è d'accordo e lo fa aggiungere nella lista dei terroristi.
Zobrist decide allora di lavorare indisturbato al suo progetto e incarica una potenze organizzazione privata, il Consortium, di proteggere la sua privacy rendendolo irrintracciabile a chiunque lo cerchi.
Una volta preparato il virus, Zobrist decide di liberarlo nel mondo in un punto segreto, e gira un video in cui annuncia che risolverà il problema della sovrappopolazione in maniera drastica e terribile.
Dopo aver nascosto il virus in modo che si rilasci da solo nel giorno da lui deciso, lo scienziato affida il video al Consortium in modo che lo diffonda lo stesso giorno in cui si avrà il rilascio del virus. Poi, rintracciato dall'OMS, si butta giù da un campanile di Firenze.
A questo punto la direttrice dell'OMS ha solo un indizio molto difficile da interpretare e decide di chiamare il solito esperto di simboli Langdon per decifrarlo.
L'indizio è un piccolo cilindro che proietta sul muro la mappa dell'inferno disegnata da Botticelli, ma modificata da Zobrist in modo che sia un rebus da decifrare.
Langdon decifra la mappa e scopre che il successivo indizio è a Firenze nascosto nella maschera funebre di Dante Alighieri.
A questo punto Langdon viene catturato dal Consortium che gli provoca una amnesia e gli fa credere che sia stato colpito di striscio alla testa da un colpo di pistola. Tutto questo per convincerlo a cambiare campo e anziché lavorare per l'OMS si metta a lavorare per loro.
La trama si complica sempre più, ma alla fine comunque Langdon, seguendo uno schema narrativo che ha fatto il successo del Codice da Vinci, decifra tutti gli enigmi e arriva a trovare il virus a Istambul, con l'aiuto dell'OMS e del consortium che nel frattempo, dopo essersi combattuti per tutto il libro, decidono di far fronte comune per combattere l'epidemia.
Comunque arrivano tardi e il virus è stato rilasciato una settimana prima di quanto Zobrist aveva annunciato, per evitare che qualcuno potesse bloccarlo.
Si scopre però che il virus rilasciato, che ha già contagiato tutta la popolazione mondiale, in realtà non uccide nessuno ma rende sterile un terzo della popolazione mondiale, riducendo così le nascite e il conseguente sovraffollamento.
Veniamo alle incongruenze nella trama che dicevo all'inizio.
1 – Perche Zobrist rivela all'OMS il suo progetto finendo così nel mirino dell'organizzazione e dovendo quindi ricorrere al Consortium per non essere trovato? Se uno non vuol far sapere i suoi progetti, non li dice in giro. Una mossa, più che da scienziato pazzo, da scienziato scemo.
2 – Perchè Zobrist lascia una enigmatica traccia di indizi che conduce al luogo segretissimo in cui ha nascosto il virus? Perchè incide dietro la maschera di Dante una rima che Langdon decifra finendo prima a Venezia e poi a Instambul? Se uno vuol tenere un segreto, mica lascia indizi per quanto indecifrabili!
3 – temendo che qualcuno possa decifrare gli indizi che lui stesso ha lasciato, Zobrist diffonde il virus prima della data che ha detto. Questo punto è paradossale, semplicemente. Bastava che lo scienziato stesse zitto, e lavorava in pace al suo piano senza problemi.
L'unico motivo della scia di indizi lasciati dallo scienziato pazzo (o scemo) è che senza di questi, Dan Brown non avrebbe potuto scrivere il libro.
Durante la lettura il libro avvince. Ci si immerge in continui colpi di scema con un ritmo da film di azione ma una volta posato il libro, se si riflette sulla trama, ci si accorge che non sta in piedi.
Alcune recensioni puntato il dito sulle incongruenze storiche del libro. La maschera mortuaria di Dante, ad esempio, non esiste nella realtà. O meglio, esiste ma non è una maschera mortuaria (cioè ricavata direttamente dal calco del volto del defunto immediatamente dopo il decesso) ma un manufatto molto più recente.
Queste imprecisioni storiche ci possono anche stare, il fondo si tratta di un romanzo e non di un saggio storico.
L'impressione (mia) è che Dan Brown abbia dipanato una storia molto avvincente, ma che alla fine del libro non avesse la minima idea di come chiuderla e sia finito in un pasticcio in cui tutta la trama stessa non regge.
Alla fine, e questa è la parte più ridicola del libro, gli sforzi congiunti di tutti gli attori non riescono comunque a impedire la diffusione del virus e quindi tanto valeva che se ne andavano al bar a bersi una birra fin dall'inizio. Per fortuna il virus letale che avrebbe dovuto sterminare tutti, si scopre essere un anticoncezionale orale di straordinaria efficacia.
In realtà, per tutto il libro Langdon si rammarica di aver perso il suo orologio di Topolino che porta da quando è bambino. Nell'ultimo capitolo finalmente lo ritrova e questa potrebbe essere la chiave di lettura giusta per il libro. La storia del virus, di Dante, ecc ecc è tutta un trucco narrativo per accompagnare il vero mistero del libro: dove è finito l'orologio di Topolino di Langdon?