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sabato 11 aprile 2015

ZTL: FACCIAMO COME NELL'ANTICA ROMA?

Sembra un problema moderno, ma non lo è. Nell'antica Pompei, prima dell'eruzione che la distrusse, il centro città era vietato al transito dei carri dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Sono passati duemila anni, ma la discussione è sempre la stessa. A Novi, poi, ne stiamo parlando da più di 10 anni e ancora non siamo alla soluzione definitiva.
Da alcuni anni la limitazione al traffico in via Roma è diurna. Da mezzanotte alle 19, divieto di transito a tutti residenti esclusi. Ora però è stata annunciata una rivoluzione dell'orario: la chiusura del traffico sarà dalle 17 alle 7,30 del mattino.
Il Sindaco Muliere insomma inverte la rotta rispetto al suo predecessore Robbiano, e cede alle pressioni dei commercianti che imputano alla ZTL la crisi del commercio, con una mossa a sorpresa che ha lasciato interdetti anche molti consiglieri comunali di maggioranza.
Da più parti la ZTL del centro storico era stata definita un “colabrodo”: erano talmente tante le persone in possesso del permesso di transito (si parla di circa 4500 concessioni) che il traffico nella via era comunque presente anche nelle ore di chiusura.
I commercianti novesi se da un lato hanno sempre dimostrato una certa propensione al dialogo, in pratica si sono sempre opposti a qualsiasi forma di regolamentazione del traffico in Via Roma.
Ora staremo a vedere se i nuovi orari permetteranno al commercio in via Roma di rifiorire. In caso contrario, vorrà dire che i problemi sono altri.
Quando, oltre 10 anni fa, nacque dalle nostre parti il più grande centro commerciale d'Europa, ci fu chi previde ricadute positive per il commercio novese, che sarebbe dovuto essere in grado di intercettare i milioni di visitatori attirati dall'Outlet. Ci fu anche chi invece profetizzò che non solo non si sarebbero avuti visitatori in più, ma il complesso Outlet e Retail Park avrebbe finito di attirare anche i novesi, portandoli via al tradizionale commercio in Città.
Nel 2007 la Regione Piemonte diede vita un progetto sperimentale che prese il nome di “distretto commerciale”, e diede anche cospicui fondi che avrebbero dovuto servire per fare entrare Novi e dintorni nel circuito della grande distribuzione. Finiti i fondi (oltre mezzo milione di euro) il progetto si è trasformato nel “distretto per la valorizzazione turistica” in cui sono rimaste solo le amministrazioni locali, dopo che le associazioni dei commercianti (forse perché questa volta i soldi bisognava metterceli) hanno preferito stare fuori dal progetto.
Basterà poter posteggiare davanti al negozio per rivedere clienti in Via Roma? All'outlet, si posteggia più lontani di quando ci si reca a fare la spesa a Novi, e non per questo i clienti mancano. Il dubbio è che i problemi del commercio novese siano ben altri, ma speriamo di sbagliarci.

sabato 5 gennaio 2013

SALDI SALDI SALDI

Tenetevi forte: cominciano oggi i saldi all'Outlet e anche a Novi Ligure. Sopratutto, evitate se possibile di percorrere la statale tra Novi e Serravalle, che sarà come sempre investita da un traffico enorme.
L'anno scorso il centro commerciale Outlet ha registrato quasi 5 milioni di visitatori, e un fatturato di oltre 200 milioni di euro. Una cifra enorme che segna un trend di aumento, nonostante la crisi economica che il paese sta attraversando, grazie sopratutto ai tanti visitatori stranieri.
Da dodici anni (da quando il grande centro commerciale è stato inaugurato) il commercio novese sta cercando di intercettare una quota dei visitatori, ma soprattutto del fatturato, di questa attività.
Purtroppo i commercianti novesi non sono prodighi di dati come i responsabile della McArthur-Glen, e quindi non ci è dato di sapere se questa conquista ha dato alcuni frutti oppure no.
Quello che possiamo vedere è come l'offerta commerciale del nostro centro storico si stia anno per anno riducendo. Un discorso a parte va fatto per i bar: da quando c'è stata la liberalizzazione delle licenze, a Novi hanno aperto innumerevoli caffè, tanto che pare di poter dire, parafrasando un vecchio detto (nessuno si offenda) che “A novi il più lucco apre un bar”.
A distanza di dodici anni dall'apertura di quella che è sicuramente una delle aree commerciali più gradi della nazione, tutt'oggi in continua espansione, la domanda che dobbiamo farci – e a cui non sappiamo rispondere per bene – è questa: quali ricadute ha avuto sul territorio e sulla nostra Città?
Sicuramente ci sono state ricadute positive sull'occupazione. Tante persone lavorano nei vari negozi e questo è sicuramente un dato positivo. Qualcuno obbietterà che si tratta di lavori spesso precari, ma del resto ormai il mercato del lavoro, anche fuori dall'outlet, va in quella direzione.
Indubbiamente ci sono state ricadute sull'inquinamento atmosferico e sulla viabilità: quei 5 milioni di visitatori annui citati prima mica vengono in bicicletta....
Un impatto positivo lo hanno avuto le casse del Comune di Serravalle: è lì che gli esercizi commerciali dell'Outlet pagano l'Imu.
L'impressione è comunque che l'integrazione con il territorio sia poca. A anni dall'apertura, il mega centro sembra sempre un'isola calata dall'alto, che non ha e non cerca rapporti di buon vicinato.