Forse però questa definizione va
integrata e allargata. Perchè deve essere necessario, per fare un
partito, creare “ un'associazione tra persone accomunate da una
medesima finalità politica”? Un
partito, in Italia, può anche essere l'espressione di una persona
che si ritiene in grado di cambiare tutto, di fare tutto da solo. Al
limite, se qualcuno vuole, si può accodare alle sue idee e votarlo
alle prossime elezioni.
Grazie
al partito-persona, è possibile calarsi dall'alto anziché partire
dal basso. Né è un esempio il nuovo movimento “rivoluzione civile
INGROIA”, ma sono molti gli altri esempi di questa modalità di
fare partito. Chi non ricorda le liste Sgarbi, e non è forse in
questo filone il “movimento 5 stelle GRILLO”?
Il
Sindaco di Volpedo, Caldone, è andato su tutte le furie quando ha
scoperto che Ingroia, come simbolo per il suo nuovo partito, ha
scelto il “quarto stato” del suo concittadino Pelizza. Al di là
dell'uso proprio o improprio, mai simbolo è stato meno azzeccato.
Il famoso quadro di Pelizza rappresenta una massa di contadini che
marcia per rivendicare diritti: è un simbolo, da sempre, delle lotte
socialiste. Che ci azzecca, per citare le parole di un altro che si è
fatto un partito, il quarto stato con Ingroia? Nulla.
Per
capire meglio la logica del partito-persona, consiglio la lettura del
mio precedente articolo “la sindrome del pallino rosso”...